Viaggio nelle pievi del Casentino

Il Casentino è un territorio ricco di storia, arte e cultura e religione. Molte delle pievi che ancora oggi si vedono risalgono all'epoca romanica e sorsero lungo le due antiche vie medievali della via Flaminia Maior (che da Arezzo, lungo circa il percorso dell'Arno attraversava il Casentino) e della via Flaminia Minor (che a circa Poppi si separava dalla via Flaminia Maior e proseguiva per la Consuma toccando Strada e gli altri centri abitati fino a Montemignaio).

Le pievi di Romena e di Stia
La pieve di Romena

La chiesa di San Pietro a Romena, vicinissima al castello, e quella di Santa Maria Assunta a Stia, proprio nella piazza pricipale del paese (Piazza Tanucci), sono due esempi bellissimi di pievi romaniche casentinesi.
I capitelli ripropongono oltre a figure di santi, quelle di sirene, e mostri dei bestiari medievali assieme ad animali ed elementi naturalistici comuni tratti forse dalla flora e dalla fauna della valle. Anche se deteriorata dalle intemperie e dai secoli, la decorazione esterna della pieve di Romena doveva in origine essere molto bella.

La pieve di Montemignaio
Pieve di Santa Maria a Montemignaio

La pieve di Montemignaio è simile per stile e impostazione a quello delle altre pievi casentinesi, è stata costruita molto probabilmente dalle stesse maestranze.
L'interno è molto suggestivo per la presenza insieme di pilastri e colonne, per gli arconi a tutto sesto che separano le campate, per i resti di alcuni affreschi ancora visibili su alcuni pilastri che si sono deteriorati durante i secoli.

San Fedele di Poppi
San Fedele di Poppi

Nel centro storico del paese di Poppi, uno dei borghi più belli d'Italia, oltre alla caratteristica esagonale chiesetta della Madonna del Morbo da vedere assolutamente è la chiesa di San Fedele, particolare per la sua struttura gotica, per il bel portale con capitelli decorati a motivi vegetali e per i colori bianco e verde degli arconi nei pressi del transetto.

La propositura di Bibbiena

La propositura nel centro storico di Bibbiena prende il nome dei Santi Ippolito e Cassiano, santi a cui era intitolata anche la prima pieve, posta fuori dal paese in località "Il Castellare" andata distrutta. All'interno della pieve si conservano oltre agli affreschi trecenteschi, tante suppellettili artistiche tra cui spicca una stupenda Madonna col Bambino del maestro del Quattrocento Arcangelo di Cola da Camerino.

La pieve di Sant'Antonino a Socana

Molte pievi casentinesi furono ricostruite sopra luoghi di culto preesistenti. La pieve che rappresenta meglio questa idea è quella di Sant'Antonino a Socana, importante luogo di culto dal tempo degli Etruschi come testimonia l'ara sacrificale rinvenuta dietro alla pieve, una delle più imponenti d'Europa.